La lunga marcia del Destino

Un Tranquillo Weekend di Paura

Ser Chuck, Nobo e Dennett decidono quindi di tornare al campo della Fratellanza per avvisare del fatto che Rolan è stato catturato e, sotto tortura, potrebbe comunicare la posizione dello stesso.
Per non farsi seguire, decidono di lasciare Dennett indietro di circa un’ora per scoprire eventuali inseguitori. Presto tuttavia alcune cose non vanno nel verso giusto.
Mentre inizia un forte acquazzone, il solitario Dennett passa da una radura dove viene attaccato da cinque individui vestiti con abiti macilenti, magrissimi e con in mano armi di fortuna. L’arciere fugge, uccidendo uno di questi per farsi strada. Con gli altri alle calcagna, scivola giù da un pendio nel bosco, reso scivoloso dall’acquazzone. Con lui scivola anche uno degli strani individui, che Dennett infilza lesto con la daga. Dopodichè si rialza e fugge.
Intanto Nobo e Chuck, con i cavalli, si fermano nel bosco per ripararsi dal forte acquazzone. Cercano di costruire un rifugio di fortuna, ma senza riuscirci. Passa il tempo e di Dennett manco l’ombra. La morsa della fame si fa sentire, ma non sembra esserci cacciagione nelle vicinanze. Solo qualche patata selvatica e fungo edibile aiutano a fermare i brontolii dello stomaco.
Dennett si nasconde e dopo mezzora vede che i suoi inseguitori se ne sono andati, portando via i cadaveri. Cerca di capire dove è finito senza riuscirci. Il terrore di essersi perso gli attanaglia le viscere. Ripercorrendo i suoi passi, cerca le impronte dei cavalli dei suoi compagni, senza trovarle. Ormai sta scendendo la notte. Come ultimo tentativo, emette un richiamo di uccello insegnatogli da Nobo, il quale lo sente e risponde.
Il gruppo si riunisce all’imbrunire, scoprendo che li divideva solo una paio di centinaia di metri.
Durante la notte, durante il turno di guardia di Nobo, qualcosa o qualcuno si avvicina al loro campo, dove gli altri stanno dormendo intirizziti dal freddo senza essere riusciti ad accendere un fuoco. I cavalli sembrano irrequieti. Nobo sveglia i compagni ma subito dopo quel qualcosa fugge nel folto del bosco. Il resto della notte passa tranquilla nella più completa oscurità.
Il mattino il gruppo riparte. E’ uscito il sole ed è più facile la navigazione, anche se probabilmente il giorno precedente si sono discostati dall’itinerario giusto.
Ormai stremati dalla fame, dalla fatica di una notte quasi insonne vista l’umidità e la tensione, giungono infine ai margini della foresta.
Davanti a loro sembra esserci una locanda. “Alla Dama Addolorata”.
I tre si avvicinano macilenti e lasciano i cavalli nelle stalle. All’entrata vengono guardati con sospetto e timore da alcuni. In ogni caso si siedono ad un tavolo ed ordinano finalmente del cibo decente.
Altri avventori che possono dare nell’occhio sono un mercante e la sua guardia del corpo. In un altro tavolo invece c’è una coppia di uomini di cui uno è alto e muscoloso, mentre l’altro più basso e di corporatura normale. Quello alto sembra un fabbro. Dopo aver mangiato, mentre Nobo va a controllare che i cavalli siano strigliati, ser Chuck si avvicina al fabbro a chiedergli informazioni.
Chiaramente i due avventori si trovano in difficoltà e apparente imbarazzo, e non sembrano abitanti del posto. Frettolosamente salutano e lasciano la locanda.
Dopo aver comprato alcuni oggetti dalla locandiera, i tre compagni lasciano il posto riposati, in direzione del campo della Fratellanza.
Giunta la sera preparano il campo. Mentre si stanno preparando a cucinare carne di cervo comprata alla locanda, vedono avvicinarsi due figuri.
Giunti alla luce del fuoco, si scoprono essere il fabbro e il suo compagno. Quello basso guarda negli occhi Chuck e dice: “So dove si trova la Ragazza di Fuoco”

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