La lunga marcia del Destino

L'arrivo alla Casa Torre

Il gruppo inizia a spostarsi verso sud per cercare informazioni riguardo la possibile posizione attuale di Ymea. Dopo un po’ incontrano una strada nel bosco che decidono di seguire.
Trovano quindi una fossa comune con antiche ossa di animali, e più nuove spolpate di esseri umani: il sospetto che nella foresta possano annidarsi dei cannibali è sempre più forte.
Dopo qualche chilometro invece, notano un cadavere lungo la strada. Dopo un’attenta ispezione scovano un gruppetto di baracche nel bosco relativamente vicino alla via, in cui sono presenti numerosi cadaveri sembra di gente comune. In mezzo a loro un pezzo di armatura di piastre, con un simbolo sconosciuto. Dopo aver dato fuoco ai cadaveri, continuano ancora lungo la strada.
Si imbattono in quella che sembra essere una solitaria casa torre, che si erge in mezzo a campi ormai devastati, e vicino al fiume. Dall’alto della torre un uomo con un arco in mano, che intima loro di andarsene, che di razziatori ne ha già avuti abbastanza.
Dopo aver calmato l’uomo e convintolo che nessuno di loro gli avrebbe fatto del male, vengono invitati all’interno dove finalmente riescono a mettere qualcosa tra i denti. L’uomo dice di chiamarsi Raeghar, e di essere in attesa della moglie e del figlio che sono andati a Lord Harroway’s Town, e che tardano a tornare. Dice inoltre che la guerra è senza una fissa linea del fronte; in molti infatti, si sono avvicendati a cercare di stanarlo, e gli hanno rubato tutto quello che non è riuscito a chiudere in casa. Lupi, leoni, manticore, uomini dell’est non hanno fatto altro che portare disgrazia.
Raeghar stipula quindi con il gruppo una sorta di accordo in cui lui avrebbe dato vitto e alloggio per qualche giorno, in cambio di protezione.
La prima sera di guardia, si sentono strani rumori vicino alle stalle: durante il turno di Nobo e Finn qualcosa fa nitrire gli animali. Finn inspiegabilmente dice di fidarsi e si addormenta, entrando in una sorta di catalessi. Gli altri si precipitano vicino alle stalle dove vedono uscire dalla porta un essere riconosciuto come una Pantera-Ombra con parte del mulo del villico in bocca…

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Finalmente una pista da seguire

Il nuovo strano individuo dice di chiamarsi Finn e provenire dalle montagne insieme al compagno. A lungo parlano tutti davanti al fuoco. L’uomo muscoloso sembra essere una sorta di sua guardia del corpo.
Chuck sembra molto interessato, come anche Nobo, ma altrettanto guardinghi. Finn in effetti svela di aver visto la “donna di fuoco” una volta dal vivo, altre attraverso “occhi non suoi”, sembra quelli del sogno. Egli tuttavia rimane abbastanza vago sull’argomento, che rimane avvolto dal mistero.
Dice che conosce comunque il suo fato e la sua posizione. Se non si dimostreranno ostili con lui, li porterà là.
Dennett è dubbioso, dopotutto non è la sua missione. Egli preferisce tornare al campo della Fratellanza per fare rapporto e comunicare che il povero Rolan è caduto prigioniero e potrebbe aver svelato sotto tortura la posizione della base della Fratellanza.
La mattina dopo si dividono e l’arciere torna appunto al campo, dove lord Beric e Thoros lo accolgono, ascoltando la storia della loro sconfitta al villaggio di Ayshire. Beric fa smantellare l’accampamento dicendo che si sposteranno verso la Collina Vuota. Chiede a Dennett di rimanere, ma questi ritiene più utile tornare dai nuovi compagni, per dar loro una mano nella ricerca. A lui si aggiunge Weasel, lo scudiero di ser Chuck, che segue con il suo cavallo l’arciere nel suo viaggio di ritorno e trasporta con se l’armatura di piastre di ser Chuck.
Intanto gli altri si dirigono verso sud, la direzione che Finn suggerisce anche se sembra non con sicurezza. Nobo e Chuck sono tentennanti se seguire davvero questo singolare personaggio. Si ritrovano con Dennett in un punto stabilito e là fanno campo per la notte. Weasel e Chuck si ritrovano e si abbracciano. Weasel dice che con Thoros hanno provato a raggiungere Rock in the Wood ma senza fortuna, visto che quando hanno attraversato la strada del Re sono stati attaccati da una forza Lannister che tra se aveva membri di questa famigerata banda di mercenari chiamati i “Guitti Sanguinari”. Finn confida che quelle sono le persone che hanno catturato Ymea.

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Un Tranquillo Weekend di Paura

Ser Chuck, Nobo e Dennett decidono quindi di tornare al campo della Fratellanza per avvisare del fatto che Rolan è stato catturato e, sotto tortura, potrebbe comunicare la posizione dello stesso.
Per non farsi seguire, decidono di lasciare Dennett indietro di circa un’ora per scoprire eventuali inseguitori. Presto tuttavia alcune cose non vanno nel verso giusto.
Mentre inizia un forte acquazzone, il solitario Dennett passa da una radura dove viene attaccato da cinque individui vestiti con abiti macilenti, magrissimi e con in mano armi di fortuna. L’arciere fugge, uccidendo uno di questi per farsi strada. Con gli altri alle calcagna, scivola giù da un pendio nel bosco, reso scivoloso dall’acquazzone. Con lui scivola anche uno degli strani individui, che Dennett infilza lesto con la daga. Dopodichè si rialza e fugge.
Intanto Nobo e Chuck, con i cavalli, si fermano nel bosco per ripararsi dal forte acquazzone. Cercano di costruire un rifugio di fortuna, ma senza riuscirci. Passa il tempo e di Dennett manco l’ombra. La morsa della fame si fa sentire, ma non sembra esserci cacciagione nelle vicinanze. Solo qualche patata selvatica e fungo edibile aiutano a fermare i brontolii dello stomaco.
Dennett si nasconde e dopo mezzora vede che i suoi inseguitori se ne sono andati, portando via i cadaveri. Cerca di capire dove è finito senza riuscirci. Il terrore di essersi perso gli attanaglia le viscere. Ripercorrendo i suoi passi, cerca le impronte dei cavalli dei suoi compagni, senza trovarle. Ormai sta scendendo la notte. Come ultimo tentativo, emette un richiamo di uccello insegnatogli da Nobo, il quale lo sente e risponde.
Il gruppo si riunisce all’imbrunire, scoprendo che li divideva solo una paio di centinaia di metri.
Durante la notte, durante il turno di guardia di Nobo, qualcosa o qualcuno si avvicina al loro campo, dove gli altri stanno dormendo intirizziti dal freddo senza essere riusciti ad accendere un fuoco. I cavalli sembrano irrequieti. Nobo sveglia i compagni ma subito dopo quel qualcosa fugge nel folto del bosco. Il resto della notte passa tranquilla nella più completa oscurità.
Il mattino il gruppo riparte. E’ uscito il sole ed è più facile la navigazione, anche se probabilmente il giorno precedente si sono discostati dall’itinerario giusto.
Ormai stremati dalla fame, dalla fatica di una notte quasi insonne vista l’umidità e la tensione, giungono infine ai margini della foresta.
Davanti a loro sembra esserci una locanda. “Alla Dama Addolorata”.
I tre si avvicinano macilenti e lasciano i cavalli nelle stalle. All’entrata vengono guardati con sospetto e timore da alcuni. In ogni caso si siedono ad un tavolo ed ordinano finalmente del cibo decente.
Altri avventori che possono dare nell’occhio sono un mercante e la sua guardia del corpo. In un altro tavolo invece c’è una coppia di uomini di cui uno è alto e muscoloso, mentre l’altro più basso e di corporatura normale. Quello alto sembra un fabbro. Dopo aver mangiato, mentre Nobo va a controllare che i cavalli siano strigliati, ser Chuck si avvicina al fabbro a chiedergli informazioni.
Chiaramente i due avventori si trovano in difficoltà e apparente imbarazzo, e non sembrano abitanti del posto. Frettolosamente salutano e lasciano la locanda.
Dopo aver comprato alcuni oggetti dalla locandiera, i tre compagni lasciano il posto riposati, in direzione del campo della Fratellanza.
Giunta la sera preparano il campo. Mentre si stanno preparando a cucinare carne di cervo comprata alla locanda, vedono avvicinarsi due figuri.
Giunti alla luce del fuoco, si scoprono essere il fabbro e il suo compagno. Quello basso guarda negli occhi Chuck e dice: “So dove si trova la Ragazza di Fuoco”

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Dalla padella nella brace

Rolan e Chuck si trovano alle prese con il comandante del gruppo Lannister e con un lanciere che arriva dopo poco. Ser Chuck viene colpito al collo non protetto, e sgorga altro sangue. La stanchezza e la perdita di sangue si fanno sentire.
Intanto Dennet abbatte uno dei due balestrieri rimasti, l’altro lancia il dardo mancando il bersaglio, sfodera la spada corta e si getta su di lui. Nobo invece aspetta i due altri soldati che stanno girando dal retro della casa.
Vedendo il figlio ferito e ormai senza forze, Rolan decide di lanciarsi con tutto il suo peso contro il comandante Lannister, ignorando tutto il resto e gridando al figlio di scappare. Il nemico sorpreso non riesce a contrattaccare, ma cade sotto il suo peso, mentre il lanciere colpisce alla schiena senza passare l’armatura, ma lasciando Rolan leggermente stordito. Chuck, colpito dallo sconforto inizia ad indietreggiare e fischia per far avvicinare Argo, il suo corsiero. Nobo dopo un paio di scambi con le due guardie, nota come queste non cerchino di fermarli ma tengano solo il terreno: inizia ad indietreggiare pure lui.
Dennett invece spezza la corda dell’arco dalla troppa foga di colpire d’istinto il balestriere che lo sta caricando all’arma bianca. Imbracciando l’arco come un bastone, sorprendentemente riesce a far incespicare il nemico in carica, evadendo il suo attacco.
Dopodichè si unisce alla fuga.
Nel mentre Rolan viene bloccato a terra e catturato, gli altri fuggono con i due cavalli loro rimasti, Argo e il palafreno del padre.
I Lannister non sembrano aver intenzione di inseguirli. Giunti alla foresta si fermano qualche tempo per bendarsi le ferite. Dopodichè si spostano e decidono di tornare dopo qualche ora. Di nuovo nel villaggio, vengono bersagliati da frutta marcia proveniente dalle finestre. Ignorando i paesani che li vedono solo come portatori di sventura, tornano a casa di Derek e vedono il cadavere di Kyle, ucciso da un dardo di balestra.
Di Rolan nessuna traccia.
Quindi il gruppo va verso la taverna, dove riesce ad entrare senza però trovare nulla, come anche nella casa dello sventurato oste, al piano di sopra.

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Fratellanza e Leoni

Continua il combattimento.
Rolan e il figlio indietreggiano verso la casa di Derek mentre alcuni soldati iniziano a salire la cima. Nobo combatte contro due di questi vicino all’entrata della casa, per coprire Dennett dal loro impeto. Questi, feriti, indietreggiano mentre Nobo e Dennett da una parte, Rolan e Chuck dall’altra entrano in casa attraverso le due porte, che vengono prontamente sbarrate dai nemici.
Il comandante del gruppo Lannister intima loro la resa e ordina ai suoi soldati di portare via i cavalli. Il gruppo invece riesce ad uscire lateralmente da una finestra nell’angolo cieco dei soldati, che tuttavia se ne accorgono e ritornano all’attacco. Il comandante stesso si butta nella mischia. Dennett riesce ad abbattere un lanciere e un balestriere con colpi micidiali del suo arco lungo. Chuck si getta verso l’angolo della casa e si ritrova davanti un lanciere e il comandante nemico. Con abili mosse riesce a temporeggiare, frapponendo il soldato al comandante, che tuttavia trova spazio dopo poco costringendolo a difendersi con disperazione dai suoi attacchi. Una brutta ferita all’avambraccio fa trasalire il giovane cavaliere. Rolan accorre prontamente in suo aiuto abbattendo il lanciere con un affondo al petto e una colpo di scudo al fianco.
Dennett e Nobo coprono l’altro lato della casa, dalla quale stanno arrivando altri due soldati.

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Misteri parte II

Dopo aver ritrovato il cadavere dell’oste e avergli dato sepoltura, il gruppo torna a casa dello scomparso Derek per aspettare la sera e riposarsi. Gli abitanti del villaggio rimangono chiusi in casa, e ogni tanto sembrano sbirciare dalle finestre.
Verso sera una donna di mezz’età sale la collina e li raggiunge. Dice di chiamarsi Margharet e che uno dei suoi figli è sparito come Derek. Sono alcuni anni, da quando iniziò la carestia, che di tanto in tanto avvengono delle sparizioni. Alcuni dicono che sia una maledizione di un defunto druido del nord, altri invece che una bestia si nasconde nei meandri della foresta e uccide gli ignari viandanti. Inoltre Margaret spiega che il loro villaggio di Ayrshire è una piccola comunità molto chiusa verso l’esterno, devastata anni fa dalla carestia e dagli eserciti che si sono susseguiti nelle razzie delle loro terre, per ultimi i Lannister nella attuale guerra. Alcuni del villaggio, il giorno prima, hanno preso l’oste come capro espiatorio e l’hanno lapidato, appendendolo poi su una gabbia. Molte persone prima di sparire infatti, essendo viandanti, passavano dalla locanda. Tanto è bastato per scatenare uno sfogo d’odio dato dalla frustrazione degli abitanti del villaggio.
Arrivata la sera, il gruppo organizza dei turni di guardia. Rolan fa il primo, ma si addormenta. Chuck fortunatamente si sveglia e con Nobo salgono alla quercia dove sta il compagno di “guardia”. Lo svegliano, mentre iniziano a sentire forti ululati dalla foresta nord. Inoltre altri movimenti nel buio pesto della notte, e una porta che in lontananza si chiude.
Chuck inciampa nel buio e colpisce pesantemente una roccia con il fianco mentre ruzzola per qualche metro nell’erba.
La notte passa senza altri inconvenienti. Al mattino decidono di recarsi nel villaggio a casa di Margharet per offrire il loro aiuto ufficialmente. Dalle finestre però piovono insulti. Nessuno vuole gente armata nel loro villaggio, non vogliono sentire ragioni.
Ad un certo punto arriva il grido di un paesano il quale avverte che una pattuglia Lannister si sta avvicinando.
Il gruppo torna sulla collina a casa di Derek nascondendosi e guardando fuori dalla finestra. La pattuglia è arrivata nella piccola piazza e un paio di soldati stanno cercando di sfondare la porta sbarrata della locanda. Inoltre quello che sembra il comandante sta bevendo al pozzo.
Dennett lancia una freccia dalla porta della casa. Colpisce il comandante alla spalla ma l’armatura attutisce il colpo. Una seconda freccia coglie alla schiena un soldato, ma anche questo è protetto dall’armatura.
Intanto Chuck e Rolan si sono spostati sul retro per salire sui cavalli. Dopo qualche attimo, si vedono 7 soldati salire verso la casa da un lato. Chuck e Rolan si buttano su di loro, ma un paio di balestrieri mancano di un soffio Dennett e con un colpo ben mirato ma fermato dall’armatura, fanno cadere di cavallo Rolan, che si alza a fatica.
Chuck vedendo che alcuni di loro hanno armi lunghe, scende da cavallo e si muove incontro, mentre il padre gli si avvicina dolorante.
Altri due si muovono verso la casa dove stanno Dennett e Nobo. Il braavosiano saetta fuori, e mentre l’arciere colpisce il primo soldato ad una coscia, Nobo si difende da un fendente e con un veloce contrattacco sfregia al viso il nemico…

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La Fratellanza senza Vessilli

Avevamo lasciato Nobo, Rolan, il figlio ser Chuck con il suo scudiero Weasel in mano ad una banda di manigoldi.
Presto si scopre che altro non sono che la Fratellanza senza Vessilli di lord Beric Dondarrion, gruppo indipendente di combattenti che cerca di difendere la gente comune dalla guerra che sta imperversando nel Tridente.
Dopo una settimana di viaggio verso il loro campo e di prigionia in gabbie di metallo, i quattro vengono a due a due interrogati in presenza di Lord Beric che, dopo aver sentito entrambe le versioni, intuisce di essere davanti a persone onorevoli e nemiche dei Lannister.
Il giorno dopo offre loro di entrare a far parte della Fratellanza, visto che alcuni dei loro obiettivi sono gli stessi. Il gruppo, e soprattutto ser Chuck, tuttavia rimane deciso a ritrovare Ymea.
La sera Rolan, Nobo e Chuck parlano con Thoros di Myr, prete rosso devoto a R’hollor, che accompagna Beric nella sua scelta. Confidano a lui i poteri di Ymea e le sue visioni, tra cui quella in cui aveva parlato di tre fuochi nel continente di Westeros, gli unici posti dove un vento gelido proveniente dal nord non aveva ghiacciato le lande.
Thoros rimane stupefatto e immediatamente appronta una spedizione per tornare a Rock in the Wood per vedere i segni infuocati che ha lasciato Ymea al suo passaggio. Weasel andrà con lui come guida.
Il gruppo decide di unirsi infine alla Fratellanza dopo aver parlato con alcuni dei suoi esponenti. E lord Beric, infine, dice che fin da subito avrà bisogno di loro. Kyle, un loro membro, ritiene sia necessario indagare sulla misteriosa sparizione di una famiglia di suoi conoscenti nel paese di Ayrshire, vicino a Lord Harroway’s town.
Porge loro una mappa disegnata da Tom Settecorde, un altro componente della “banda”.
Dopo aver chiesto informazioni dettagliate a Tom e Kyle, si preparano per partire il giorno dopo.
Insieme a loro e a Kyle viaggerà anche Dennett, arciere dell’esercito della casata Bracken, anche lui superstite di battaglie perse e componente della Fratellanza.

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Intanto, nella foresta...
Inizio Seconda Stagione

[Cambio di prospettiva]
Arwein Longscar, shapeshifter degli Uomini Bruciati sotto la guida di Graud figlio di Ror, ricerca i sopravvissuti all’attacco contro Rock-in-the-wood, volando sopra le cime degli alberi nella pelle di Ymrin, il suo falco.
Intanto il gruppo di Frey comandati da ser Perwyn e sopravvissuto all’attacco dei barbari fugge verso nord ovest attraverso la foresta. Uno di loro, ferito, si accascia al suolo e abbraccia l’oblio eterno.
Dopo qualche ora di marcia si fermano sfiniti ai bordi di una radura e Perwyn decide di passare lì la notte.
Un paio di soldati di guardia avvistano durante il loro turno qualcosa nella radura: sembra che in mezzo, vicino ad un arbusto, ci sia qualcosa tra l’erba alta. Prendendo il coraggio a due mani i due si avvicinano e scoprono che ai loro piedi giace una bellissima fanciulla, apparentemente svenuta, e vestita con abiti e armatura da uomo. La portano al campo ma lei sembra non riacquistare i sensi. Sembra anche incinta di qualche mese. Perwyn decide di continuare a riposarsi e ripensarci il mattino dopo.
All’alba però, vengono attaccati all’improvviso dal gruppo di barbari che erano sulle loro tracce. Arwein infatti durante la notte, vestendo la pelle della sua pantera-ombra Longscar, è riuscito facilmente a trovare il loro accampamento.
Egli stesso unitosi al combattimento come Longscar, riesce ad atterrare e uccidere un soldato frey, mentre la sua guardia del corpo Asiuf abbatte un altro nemico con la sua ascia.
Sembra tutto volgere al meglio per i barbari, quando dalla boscaglia numerose figure escono imbracciando balestre. Questi iniziano a tirare su tutte e due le fazioni, mentre Asiuf e la pantera-ombra riescono a fuggire per un soffio. Prima di scappare Asiuf nota che tra gli uomini sconosciuti giunti sul posto, alcuni di essi sono estremamente particolari: un guerriero dalla carnagione olivastra dal grande ventre e con in mano un’arma mezza spada e mezza falce, un septon vestito in armatura e un’altro dal lungo naso butterato che brandisce una bardica.
[Fine del cambio di prospettiva]

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Battaglia finale
Finale di Stagione

Chuck e Rolan decidono di fermarsi e combattere. Nobo, stuzzicato dall’idea di fuggire e rimanere in vita, guarda il villaggio alle loro spalle, per poi focalizzarsi sull’uscita dall’altra parte.
All’ultimo tuttavia si gira e decide di fronteggiare il nemico.
Subito inizia lo scontro. Rinforzati dal legame di sangue e galvanizzati dal desiderio di superare ogni scoglio verso la ricerca di Ymea, padre e figlio si trovano spalla a spalla a combattere per la propria vita e per quella dei compagni.
Rolan attacca per primo e lesto riesce a trapassare le difese di un barbaro senza che questi potesse nemmeno reagire. Chuck dal canto suo riesce solo inizialmente a tener a bada i tre barbari che si focalizzano su di lui, obbligandone uno ad indietreggiare.
Nella pugna entra anche il comandante, parzialmente corazzato con un armatura di maglia e piastre e con in mano un pesante spadone.
Colto da un fremito di eroismo, Rolan ignora i colpi di tre barbari e pianta la lancia in profondità nel braccio del comandante nemico, sfondando l’armatura di maglia e la carne, rimediando egli stesso fortunatamente solo una ferita al piede.
Intanto Weasel, come colto da furia omicida, si lancia nella mischia urlando dal limite del bosco dove era. Un barbaro sente la sua carica e si gira per fronteggiarlo. Seppur poco addestrato e non ancora nel pieno della forza per la sua età, riesce ad evitare lo scudo del nemico e a piantargli la spada che portava pesantemente nella spalla, schiantando l’armatura di pelli, la clavicola, arrivando fino alle prime costole. Il barbaro allibito, crolla all’indietro in un lago di sangue.
Chuck intanto continua a combattere contro i suoi e riesce a tagliare il braccio ad uno e a ferirne un altro. Nobo è finalmente entrato in mischia e abbatte il barbaro che si frappone a Rolan.
I sopravvissuti fuggono, il comandante si rialza dopo una caduta e getta la spada, arrendendosi. Chiede chi sono, loro rispondono che stanno cercando una donna. Il barbaro capisce di chi stanno parlando, e spera che la cerchino per abbatterla, visto che si è rivelata un demonio. Con queste parole, lo lasciano andare e lui fugge nel foto del bosco.
Iniziano a setacciare la zona e trovano tracce nel castello: sembra che qualcosa sia esploso in un corridoio del castello al secondo piano, arrivando a fondere la roccia, uccidendo due barbari i cui cadaveri si trovano lì mezzi carbonizzati. Questo “qualcosa” poi sembra essersi spostato attraverso le scale e una volta uscito dal castello, essersi diretto verso ovest attraverso il bosco, lasciando dietro di se una scia di bruciature diminuite man mano fino a sparire del tutto.
Una volta seppelliti alcuni cadaveri ed essersi riuniti con Yorlen, al calare della notte, tutti abbandonano Rock-in-the-Wood seguendo la strada. Chuck infatti intende recarsi ad un luogo prestabilito che aveva comunicato a Ymea prima di partire per Longwaters.
Dopo poco però, stremati dai combattimenti della giornata e dalle armature cercano un punto dove accamparsi.
Durante la notte, mentre Nobo è di guardia, compaiono figure armate di arco nell’oscurità. Tra di loro, un guerriero avvolto in un manto giallo. Intorno al campo, altri 6 armigeri dalle intenzoni non prettamente amichevoli.
Il guerriero, che sembra comandare questo gruppo, intima loro di lasciare le armi dove stanno e di seguirli…. “ora siete prigionieri della Fratellanza Senza Bandiere…”

FINE DELLA PRIMA STAGIONE DE “LA LUNGA MARCIA DEL DESTINO

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Il Ritorno alla Rocca

Fuggito a perdifiato giù dalle montagne, il gruppo (Rolan, Nobo, Chuck e lo scudiero Weasel), inizia a cercare per trovare l’unico altro sopravvissuto al massacro dei barbari dei clan. Dopo poco, trovano Yorlen, il secondo di Edwin Gwall, appoggiato ad un masso tra l’erba. E’ ferito ma niente di troppo serio.
Decidono quindi di muoversi verso Longwaters. Là si riposano un attimo mentre suggeriscono alla popolazione, impaurita dal mancato ritorno dei soldati, di prepararsi alla difesa del villaggio nello sfortunato caso di un’altra incursione.
Dopodichè, si muovono verso Rock-in-the-Wood, per tornare dal lord e fare rapporto.
Costeggiando la foresta dopo poco vedono un gruppo di trenta barbari provenire dalla Rocca, lungo la strada principale. Da posizione sicura, li guardano sfilare, in direzione di Longwaters.
Impauriti da quello che probabilmente è successo in loro assenza si dirigono verso la Rocca: Yorlen suggerisce loro un passaggio nel bosco per evitare la via principale.
Questo li porta in un fosso nel bosco, che scoprono pieno di cadaveri degli abitanti massacrati. Là trovano i corpi di Julius, Myles e Maester Aloric. Dopodichè Nobo si avvicina al limitare degli alberi per dare un’occhiata alla spianata di Rock-in-the-Wood.
Vede un barbaro di ronda intorno al paese e altri tre seduti su alcuni ceppi. Inoltre alcune risate provengono dall’interno della sala comune della rocca.
Decisi a prendersi una rivincita, Nobo, Rolan e Chuck attaccano a testa bassa i tre barbari, che li vedono arrivare e si preparano al combattimento. Uno di questi cade sotto la spada lunga del cavaliere, mentre gli altri fuggono velocemente verso la rocca.
Il gruppo li insegue e si ferma al portone aperto e sfondato in precedenza da un ariete.
Dall’interno proviene una voce che chiede loro chi sono. Rolan non risponde e fa per entrare quando due arcieri (uno dentro e uno da una torre) iniziano a lanciare frecce verso di loro.
Al chè decidono di muoversi in ritirata verso il villaggio. Gli arceri continuano a lanciare su Chuck, la cui armatura lo protegge lasciandogli solo leggere ferite.
Dal portone della rocca escono altri 5 barbari comandati da una montagna d’uomo, vestito con alcuni pezzi di armatura di piastre e che brandeggia uno spadone a due mani.
Nobo è il primo ad arrivare alle porte aperte del villaggio e fa qualche passo all’interno. Gli altri intanto, a pochi metri da lui, sono raggiunti dai barbari che si muovono molto più velocemente.
Rolan e Chuck si girano, armi alla mano. Davanti a loro hanno in tutto sette barbari, e un arciere sulla torre della rocca.
Il robusto capo intima loro di arrendersi e deporre le armi, oltre a continuare a chiedere chi sono.
Di risposta Chuck dice che non si arrenderanno mai, e si prepara a combattere con il padre probabilmente l’ultima battaglia della sua vita…

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