La lunga marcia del Destino

La Lunga Marcia del Destino (Parte II)
Finale di Serie

Chuck e Nobo entrano nella torre dopo aver distrutto la porta. Trovano Ymea legata ai polsi ad una trave del soffitto, con sotto di se un pagliericcio. Sembra essere in mezzo al parto, e una grande quantità di sangue è già sul pavimento della stanza e sulla paglia. Chuck è subito da lei e la libera dalle corde, ponendola al suolo. Ymea lo riconosce e sorride in mezzo al dolore che sta provando.
Dennett e Rolan intanto sono nascosti dietro alle prigioni. Dopo aver legato uno scudo al moncherino di Rolan, si affrettano all’entrata della torre.
Nobo, invece, dalla stanza di Ymea avvista tre persone che stanno correndo verso di loro dal ponte di pietra che unisce le due torri. Subito rientra e avverte Chuck che sta stringendo Ymea e le sta dando supporto morale per il parto. Sfoderate le spade, i tre si rivelano essere Bravi Camerati, e nella fattispecie il dothraki Iggo con due sgherri. Vedendoli con Ymea, Iggo li attacca barbaramente. Nobo freddo e calcolatore, para l’arakh del dothraki e contrattacca roteando su se stesso e colpendo sul naso il nemico con l’elsa della spada. Un ulteriore affondo che Iggo non vede arrivare e il terrore delle Riverlands, il panciuto e forte guerriero dothraki venuto da oltre il Mare Stretto, crolla a terra con la gola squarciata.
Chuck è alle prese con un secondo mercenario. Dopo un po’ di scambi inefficaci, il nemico indietreggia e scappa con il terzo compare dalla torre, lungo il ponte di pietra. Dall’altra parte li aspettano Rolan e Dennett che intanto erano saliti sulla prima torre. Potrebbero lasciarli passare, ma l’arciere scocca una freccia dall’arco corto che colpisce uno dei due all’inguine. Con un grido straziante, sbatte contro il parapetto e cade dal ponte. L’altro continua la sua corsa caricando Rolan, che para con lo scudo la lancia del nemico. Dennett lascia l’arco e sfodera la daga. Il mercenario indietreggia e attacca questa volta l’arciere che non intuisce il colpo e viene colpito sotto le costole. Rolan coglie l’attimo e sfonda il cranio del nemico con la sua mazza.
Dennett è a terra sanguinante, ma Rolan è su di lui e tampona la ferita.
Nella torre, intanto, Chuck è su Ymea che ha partorito una bella bambina.
Ma ha perso troppo sangue… Una volta ricongiunti presso di lei, alza gli occhi verso di loro e con voce rotta dice:
“Hai percorso queste miglia per me, Chuck. Ma tutto quello che hai fatto, quello che hai patito ha un significato molto più profondo… non capisci? E’ l’essere qui in questo momento che cambia tutte le cose… E’ il Destino che vi ha fatto arrivare esattamente in questo posto, esattamente in questo momento. Tutto è scritto… da qualche parte.
Questa marcia che avete dovuto sostenere, che HAI dovuto sostenere. Tra privazioni, l’abbandono della tua terra, un viaggio disperato insieme a me, tra brughiere, città, castelli e foreste. L’aver dovuto lasciare tutto indietro. Sei diventato cavaliere da un giorno all’altro. Per due volte mi hai salvato… hai conosciuto la vittoria, hai conosciuto la sconfitta. Hai fatto in pochi mesi quello che alcuni non vedono nemmeno in una vita intera. Sei stato al centro di una guerra devastante, cercando di sopravvivere sempre al fianco di persone fidate. Hai conosciuto la perdita e il ritrovamento di tuo padre, e la morte di un tuo amico fidato. Hai continuato ad andare avanti nonostante tutto, quando la tempesta si è fatta più forte. Hai salvato persone da un fato avverso, hai punito chi lo meritava.
Ora siamo qui, in questo posto. E tutto volge al termine. Proprio qui, ad Harrenhal. Mi hai ritrovata, sei stato presente alla nascita di mia figlia. L’assassino di Bravos ha la sua preda, la morte di Grylls sarà vendicata.
Questa lunga marcia del Destino ha ora la sua fine… in questa torre, su questa terra. Non piangere perché per te ha inizio un nuovo viaggio, quello con nostra figlia, una nuova vita… in questo mondo…. di morte… colei… che un giorno…. salverà………”
Dopodichè tra il dolore di tutti, Ymea esala l’ultimo respiro. Dopo qualche minuto, il suo corpo emette una luce accecante e pian piano viene consumato lasciando solo ceneri, che Chuck piangendo raccoglie.
Lui e Rolan, distrutti dal dolore, si avvicinano alla bambina appena nata. “Luce… Luce si chiamerà” dice Chuck, piangendo. Rolan la pulisce dal sangue e se la lega alla schiena con vestiti trovati nella stanza.
Mentre il gruppo attraversa il ponte per tornare alla prima torre, Nobo vede che nel cortile del castello ormai il combattimento sta volgendo al termine con la vittoria degli uomini del nord insieme ai mercenari. Dalla porta principale stanno entrando tre figure a cavallo. Sono vestite con abiti da lord, quella centrale porta il simbolo dell’uomo scorticato di Dreadfort, mentre le altre le torri gemelle dei Frey. Un brivido gli sale fino alla nuca quando il suo sesto senso gli dice con certezza che uno dei due è il bersaglio designato dall’assassino sulla “Sea Gold”, durante il loro viaggio in mare.
Giunti al piano terra, Nobo è il primo ad affacciarsi alla porta. Rimane esterrefatto quando vede che il suo uomo, ai posteri conosciuto come Petyr Frey, scende da cavallo e si allontana dal cortile, avvicinandosi alla loro torre, per espletare bisogni corporei. Nobo, dopo un iniziale tentennamento, esce silenzioso e si avvicina al suo bersaglio, mentre gli altri rimangono nella torre. Pianta il coltello nel collo del malcapitato, e gli sussurra qualcosa all’orecchio. Non visto, torna nella torre. Con il frastuono dei fuochi, le grida dei soldati e il buio, tornare alla breccia nelle mura da cui sono entrati è un gioco da ragazzi.
La bambina sembra temporaneamente tranquilla e in salute. Tuttavia è ora essenziale trovare qualcosa con cui sfamarla. Ricongiunti con Weasel, Finn e Asi nel canyon, il gruppo riunito si prepara a muoversi per allontanarsi da Harrenhal.
Dopo un giorno, trovano un gregge di capre da cui riescono a ricavare latte per la piccola. La sera, davanti al fuoco, decidono il da farsi.
Dopo una lunga chiacchierata, scelgono di muoversi verso l’ultima posizione conosciuta della Fratellanza senza Bandiere, la Collina Cava, a dieci giorni di cammino a nord.
Durante la notte, Rolan viene svegliato da Weasel, agonizzante, che prima di morire davanti ai suoi occhi con la gola squarciata gli stringe il braccio, indicando movimenti tra gli alberi.
Finn e Asi sono spariti, così come la piccola. Rolan sveglia tutti che prendono le armi velocemente e si gettano al loro inseguimento. Nobo è il primo, seguito da Chuck. Ad un certo punto Asi si gira per fronteggiarli, quasi a sacrificarsi per far scappare il compagno con la bambina in braccio. Chuck lo scarta e continua, ma il barbaro gli lancia un’accetta che lo ferisce al polpaccio rallentandolo un poco. Nobo invece lo fronteggia. Dopo qualche scambio, il barbaro lo colpisce pesantemente alla coscia, e il bravoosiano continua a stare in piedi per miracolo, ma si scosta di quel tanto che basta per permettere a Dennett di colpire con una freccia Asi, che crolla morente a terra.
Nel mentre Chuck e Rolan raggiungono facilmente Finn e la bambina. Il barbaro sciamano si gira, e mette un coltello alla gola della piccola dicendo che solo lui è degno di avere, crescere e istruire una bambina così speciale, nata da una donna come Ymea e destinata a qualcosa di più grande.
Dopo qualche tremendo momento di stallo, Nobo si avvicina sanguinante e trasforma il proprio viso in quello di Asi, mostrandosi a Finn. Lui, palesemente perso nel suo mondo, si commuove alla vista del compagno e abbassa la guardia per un attimo.
Dopo un batter di ciglio, molla la bambina con un grido, come se gli stesse ustionando la mano. La piccola cade nella soffice erba alta.
Dennett lascia partire una freccia mirata al cuore dello sciamano.
“Cosa…. ho… fatto…..” sono le sue ultime parole.

Il gruppo ormai ai minimi termini, dopo aver perso i due barbari e il fido Weasel, si mette in marcia ormai sfinito ma speranzoso. Il pensiero della perdita di Ymea, e di tutto ciò che si è passato fino a qui riempie le loro anime di tristezza, in questa terra devastata dalla guerra. Ma Luce è comparsa su Westeros, ed è sicuramente una speranza per il futuro, qualsiasi esso sia.

Dopo qualche giorno di cammino, giungono quindi alla Collina Cava. Con i visi sporchi per il viaggio e ormai a corto di viveri, si avvicinano ai primi uomini della Fratellanza, che riconoscono Dennett.

Mentre sorridendo si avvicinano al campo, Rolan si rivolge a Nobo:“Ma chi era il poveraccio che hai ucciso ad Harrenhal?”
“Una vita per una vita” risponde il Bravoosiano… “lui era il mio bersaglio, per continuare… per andare avanti. Ed ora è quello che ho davanti a me, una nuova vita.”

FINE

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La Lunga Marcia del Destino (Parte I)
Finale di Serie

Lasciata Lord Harroway’s Town alle spalle dopo aver fatto gli ultimi preparativi, il gruppo si muove a sud verso Harrenhal, ultima tappa del loro cammino.
Per due giorni si muovono tra boschi e basse colline, cercando di tenersi fuori dalla vista di chiunque. Ma come presto scoprono, non sembra esserci anima viva. Giunti alle ultime propaggini della zona boscosa, vedono davanti a loro campi bruciati e distruzione. Una piana di parecchi kilometri li divide dal gigantesco castello di Harrenhal, visibile all’orizzonte. Dopo un’accurata ricognizione di Finn con il suo falco, scoprono che è presente un piccolo canyon che esce dal Lago e si dipana quasi nella loro direzione. E’ il letto di un fiume asciutto, forse un emissario dello specchio d’acqua.
Dopo mezza giornata di infilano nel canyon, fino ad arrivare ad un solo km dal castello. Numerose sono le ricognizioni di Finn con il falco, che gli provocano qualche malore e perdita di lucidità. In fondo al canyon, una diga fatta di massi li divide dal lago. Passa la notte e Chuck e Nobo si arrischiano a salire sulla diga per fissare una corda ad un edificio diroccato sul bordo del canyon, per creare una possibile via di fuga. Il giorno dopo Finn continua con le sue ricognizioni e nota un gruppo di un centinaio di persone che si sta avvicinando lentamente al castello dalla strada principale. Ad un più attento sguardo, sembra siano prigionieri del Nord, scortati da alcuni Bravi Camerati. Vola quindi verso il castello stesso, dove scopre che Ymea è in effetti incatenata in una torre. Inoltre vede il punto da dove è possibile entrare, e la strada da fare per raggiungere la stanza della ragazza.
Tutto è pronto. Si attende la sera. Nobo, Chuck, Dennett con il buio strisciano verso la breccia nelle mura del castello, Finn, Asi e Weasel rimangono nel canyon.
Dennett imbraccia l’arco tra l’erba alta, per eliminare la prima guardia nei pressi della breccia, quando questa fugge verso il cortile principale. Da quella direzione infatti sembra sia iniziato un grosso combattimento. I tre riescono quindi a penetrare nel castello indisturbati e ad avvicinarsi al primo edificio, che si rivela essere una grossa prigione. Il rumore di battaglia si fa sempre più forte, e sembra che abbia raggiunto anche l’interno dell’edificio. Dalle grate, Dennett vede un prigioniero che conosce e capisce che è scoppiata una sorta di rivolta. Chuck dopo poco vede il padre Rolan, che dava per disperso. Dopo poco viene liberato dalla cella, insieme ad altri, dagli stessi Bravi Camerati. Giunti all’angolo delle prigioni capiscono che lo scontro è tra i prigionieri uniti ai Bravi Camerati e ai nuovi uomini del nord che sono entrati poco prima, contro gli uomini di Amory Lorch.
Approfittando del trambusto, Chuck e Nobo si infilano nella torre. Dennett abbatte con l’arco corto alcuni uomini che sembrano interessarsi troppo ai due amici. Intanto Rolan esce dalle prigioni e in maniera del tutto casuale riconosce Dennett e si unisce a lui. Il poveretto tuttavia è senza una mano, ma comunque raccoglie una mazza per provare a difendersi. Cosa che accade dopo poco, visto che un soldato li carica ma viene prima colpito ad una coscia da una freccia di Dennett, poi finito con alcuni colpi di Rolan.
Chuck e Nobo sono al secondo piano della torre adiacente a quella di Ymea, unita alla loro da un ponte di pietra. Dopo aver abbattuto un mercenario, salgono ancora di un piano e trovano un servitore impaurito che gli indica la strada per raggiungere la donna.
I due salgono ancora e arrivano al ponte di pietra, che passano correndo. Giunti al portone dietro al quale dovrebbe trovarsi la donna, lo trovano chiuso. Nobo corre a cercare qualcosa con cui sfondarlo o aprirlo e trova un’ascia da battaglia nella stanza appena al di là del ponte. In un attimo sfondano la porta, ma provano un tuffo al cuore vedendo la stanza dove è Ymea ricoperta di sangue…

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Sulla retta via del Destino

Il gruppo si riunisce la mattina dopo a Lord Harroway’s Town. Nobo, Chuck, Dennett e Weasel rimangono nel paese a dormire. Cercano sopravvissuti o rifugiati, ma non c’è più ombra di anima viva. I cadaveri dei briganti vengono ammucchiati nella piazza e gli verrà appiccato il fuoco il giorno seguente. Vengono trovati molti averi e viveri nella parte non crollata della locanda cittadina.
Dopodichè decidono di salire la collina dell’accampamento Lannister che sembra abbandonato. Finn li copre con il suo falco. Vede uno dei due uomini che là si nascondevano guardare da oltre la palizzata, per poi nascondersi nell’unico edificio presente, una piccola capanna di legno addossata al muro.
Intanto il gruppo sale la collina erbosa portando con se una bandiera bianca. Tutto tuttavia tace. Arrivati alle porte della palizzata, Dennett si issa sul muro di legno aiutandosi con il cavallo e salta dall’altra parte, aprendo le porte che erano sbarrate con un’asse.
Una volta entrati, si dirigono verso la capanna. Dopo poco scoprono che i due sono nascosti in una botola nella stessa e mentre uno sembra molto impaurito, l’altro attacca d’istinto Chuck che abilmente lo disarma.
I due ragazzi vengono fatti prigionieri e interrogati. Subito dicono di far parte della scorta di un mercante che è stato ucciso, poi però crollano e confidano di essere disertori delle file di ser Amory Lorch, la Manticora. Dicono di venire da Harrenhal, e di conoscerla molto bene. Ser Lorch è infatti il castellano, lasciato indietro da Tywin Lannister una volta che questi si è recato verso Ovest a difendere le proprie terre dall’avanzata di Robb Stark. Dice che al castello, che è davvero enorme e spaventoso, sono anche aquartierati i Bravi Camerati, ma che tengono un’ala diversa del castello da quando sono scoppiate numerosi liti tra di loro e gli uomini di Lorch.
Interrogati sui prigionieri che possono essere ad Harrenhal e in particolare su una donna, i due dicono che in effetti è stata ritrovata tre settimane prima la moglie di Iggo, un Bravo Camerato dothraki dispersa da tempo, ma incinta, ed è stata rinchiusa in una torre, anche se non è sicuro quale.
Il gruppo confida loro che quella donna è proprio quella che stanno cercando, e i due sono ben contenti di aiutare, visto che danneggiare i Bravi Camerati per loro sarebbe un onore.
Spiegano come potersi avvicinare al castello non visti, e come entrare tra le mura diroccate senza destare l’allarme. Il castello è così enorme che nemmeno un esercito completo riuscirebbe a controllarlo tutto.
Nobo suggerisce di lasciargli provviste e armi, e di farli dirigere verso la casa torre del povero Raeghar, per regalare loro una nuova vita.

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I briganti di Lord Harroway's Town

Il gruppo decide di entrare di soppiatto nel paese di Lord Harroway’s all’imbrunire, per veder cosa sta succedendo e metter fine al saccheggio da parte di quel gruppo di briganti.
Partono verso il tardo pomeriggio della stessa giornata: ser Chuck in armatura completa, il fido Weasel, Dennett l’arciere e Nobo lo spadaccino.
Nascosti dall’erba alta arrivano dal limitare del bosco fino alla palizzata danneggiata del paese, che in alcuni punti è stata bruciata e fatta a pezzi. Entrano quando ormai sono calate le tenebre.
Dopo aver seguito il perimetro della palizzata dall’interno per qualche tempo in ricognizione, sentono delle voci, e nel buio vedono due persone che stanno portando fuori un forziere da una casa. Decidono di prenderli alla sprovvista, e mentre Dennett ne colpisce uno alla gola con un freccia, Nobo sbuca da una strada laterale per infilzare il collo del secondo con la sua spada bravoosi.
Eliminati di soppiatto i due uomini, il gruppo continua a costeggiare il perimetro delle mura fino a che non incrocia la via principale nei pressi dell’uscita nord della città.
Da qui lungo la via possono vedere chiaramente un grande falò nel centro della città in prossimità della piazza che aveva visto Finn attraverso il falco.
I quattro si avvicinano. Passano dietro alla taverna semidiroccata dalla quale sentono voci. Vedono almeno altre cinque persone intorno al fuoco. Dennett va un po’ più avanti lungo la via buia, quando escono due uomini dalla strada trasversale. L’arciere non riesce a nascondersi efficacemente e i due lo vedono. Lui scappa verso i compagni, con i due alle calcagna. Uno cerca di colpirlo alla schiena con la spada corta, scalfendo solo l’armatura. Quando Dennett incontra e supera Nobo e Chuck, questi attaccano i due malcapitati che in un men che non si dica sono a terra con le teste mozzate. Anche questa volta sembra essere accaduto tutto in silenzio. Dopo circa 10 minuti comunque gli uomini intorno al fuoco iniziano a chiedersi dove siano finiti alcuni dei loro compagni, e iniziano a muoversi con circospezione. Dennett intanto sta per raggiungere una posizione sopraelevata per poter tirare meglio.
Chuck, Nobo e Weasel vengono infine scoperti dal gruppo di briganti che esce dalla piazza unito e compatto. Il loro comandante vedendoli solo in tre, decide di attaccarli, dopo poche parole scambiate con loro. Scaglia i rimanenti sei uomini nella battaglia. Chuck, forte della protezione della sua armatura, attacca con precisi fendenti e ad ogni colpo lascia a terra un morto. Nobo, prima si pone sulla difensiva, poi contrattacca uno sfortunato brigante che si ferisce da solo con una mazza ferrata, colpendolo dritto all’occhio. Anche Weasel fa la sua, tagliando di netto la mano ad un nemico.
Dopo pochi secondi lo scontro è finito. Quello che sembrava il comandante se la da a gambe nel buio, raggiunto da una freccia di Dennett che lo colpisce al braccio, ma che non gli lascia tregua. Verrà trovato dopo poco morto dissanguato con la schiena appoggiata ad un portone.

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Più vicini alla meta

Lasciata la casa torre del pover Raeghar, il gruppo si muove verso sud.
Costeggia inizialmente il fiume per poi spostarsi a ovest nella foresta dove erano stati qualche tempo prima durante la missione della Fratellanza.
Finn ogni tanto entra nelle penne del suo falco per studiare la situazione dall’alto. Dopo qualche ora di cammino vede una radura nel bosco dove stanno entrando tre uomini in armature del nord. Raggiungono una capanna, e sembrano aspettare qualcuno. Dopo poco arrivano altri due individui che sembra facciano parte dei Guitti Sanguinari. I compagni cercano di raggiungere il posto, ma aspettano troppo nel mettersi d’accordo sul da farsi e quando arrivano alla capanna non trovano più nessuno.
Il giorno seguente si avvicinano alla città di Lord Harroway’s Town. Passano il fiume attraverso un guado e notano alcune macchie di sangue su rocce vicino alla via. Dopo poco raggiungono la fattoria di Harslon, un’altra casa torre, ma vengono accolti in malo modo dal fattore che si barrica in casa e li copre di insulti: scoprono solo che i soldati Lannister hanno lasciato queste zone del fronte della guerra tre giorni prima.
Finn durante uno dei suoi pattugliamenti da falco, nota un piccolo fortilizio in legno su di una collina a sud della città. Sembra tuttavia abbandonata. In un secondo tempo scoprirà che invece è abitata da due ragazzi in armatura che sembrano nascondersi.
Intanto Dennett e Weasel si avvicinano alla città, da dove sembrano provenire grida disperate. Attraverso i numerosi buchi della palizzata vedono strade deserte e qualcuno che sta attaccando i cittadini.
Visto che si erano avvicinati senza armi fingendo di essere contadini per chiedere informazioni, decidono di tornare indietro.
Finn quindi porta il falco direttamente sopra la città e scopre che, quella che ai suoi occhi sembra una banda di manigoldi, sta mangiando nella piazza su un tavolaccio rubato ad una taverna li vicino con un bandierone Lannister come tovaglia. Sembra che abbiano imperversato nella città da qualche tempo ormai. Forse dopo che le forze Lannister che avevano in scacco il posto se ne sono andate.
All’imbrunire, il gruppo è ancora indeciso sul da farsi.

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Un Colpo Perfetto

Passano cinque giorni alla casa Torre dove il gruppo si è rifugiato. Qualcuno sta sempre di guardia in cima all’edificio. Per una volta tutto sembra quasi tornato alla normalità. Ser Chuck si addestra a cavallo, Nobo gira in cerca di piante, tutti in ogni caso si riposano, sicuri di aver bisogno di guarire le ferite e prepararsi al futuro imminente, come nella classica quiete prima della tempesta. La scena della pantera ombra rimane ancora avvolta nel mistero. Il fattore Raeghar vede di rendere più sicure le stalle e inizia a prendere confidenza con il gruppo, curando le numerose ferite di Chuck e parlando della sua famiglia. Ogni giorno va nell’orto che tiene segreto, preparando semplici pasti con vegetali e anche un capriolo cacciato con grande fortuna.
Al quinto giorno vengono avvistati soldati diretti verso la casa Torre da sud. Raeghar è nei campi vicino alla strada e vedendo i soldati inizia a fuggire verso la casa. Un dardo di balestra lo raggiunge ad una gamba bloccandolo sul posto. Dennett è sulla torre di guardia insieme a Finn e Asi. Nobo sta tornando dal fiume con una pianta di aloe ritrovata là, mentre ser Chuck si sta addestrando a cavallo contro un manichino.
Alcuni soldati escono dal bosco verso la strada e circondano il pover Raeghar, mentre Dennett da l’allarme agli altri. Alcuni soldati portano insegne gialle e blu, e sono comandati da un cavaliere in armatura pesante a cavallo. Sembrano parlare al fattore che dopo poco, terrorizzato, sembra indicare il suo edificio prima di essere trapassato da parte a parte da una lancia di uno dei soldati.
Dennett, inferocito per l’accaduto, tende l’arco lungo a più non posso e scaglia una freccia verso il cavaliere che sembra il comandante di questo manipolo.
La freccia vola veloce e coglie l’armatura del cavaliere alla schiena, penetrandola come burro con una piccola scintilla, ficcandosi in profondità. Il cavaliere sobbalza per un attimo accasciandosi quindi sulla sella e in un secondo tempo cade al suolo rimanendo con un piede nella staffa. Gli altri soldati, presi alla sprovvista, iniziano a ritirarsi nel bosco lì vicino. Uno di loro viene raggiunto da altre due frecce di Dennett che lo inchiodano al suolo. Alcuni balestrieri appostati cercano di tirare all’arciere, ma i colpi non raggiungono nemmeno la torre.
Tutto il gruppo intanto è rientrato in casa e ha barricato le entrate. Finn scende dalla torre e si rintana in una stanza, in meditazione, con Asi a guardia. Tramite i suoi misteriosi poteri riesce ad entrare nella pelle del magnifico destriero del cavaliere morto. Intanto dal bosco alcuni soldati escono con gli scudi alzati per tentare di portare indietro il cadavere del cavaliere, che intanto ha perso elmo e scudo e si è staccato dalla sella del cavallo cadendo per terra. Dennett li prende di mira, ma le sue frecce si infrangono sugli scudi. Uno dei tre scappa impaurito, uno si ferma e un’altro, forse lo scudiero del ser deceduto, è deciso a portare indietro il suo corpo nonostante tutto. Raggiunge il cadavere mentre una freccia gli colpisce il petto. Spinto da una incrollabile volontà riesce comunque molto lentamente a trascinare il cadavere verso folto del bosco, graziato dall’arciere che non essendo più convinto delle proprie azioni sbaglia qualche colpo.
Altri soldati all’ultimo escono e portano via il corpo del ser. Balestrieri che hanno aggirato la zona e si sono avvicinati alla torre da nord lanciano qualche dardo da distanza più ravvicinata, mancando tuttavia Dennett che è ben protetto dai merli della torre.
Dopodichè sembra che i soldati si ritirino. Il Destriero controllato da Finn viene condotto nelle stalle. Passano 40 minuti e tutto tace. Nobo esce dalla casa e si dirige verso il cadavere di Raeghar, portandolo indietro. Gli altri si avvicinano al destriero trovando finimenti e armi molto preziose. Cesellato sulla sella il simbolo del cavaliere (una metà raffigura tre cani neri su sfondo giallo, l’altra una luna d’argento su sfondo blu), e il suo nome: “Ser Mandorn Cley”.

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L'arrivo alla Casa Torre

Il gruppo inizia a spostarsi verso sud per cercare informazioni riguardo la possibile posizione attuale di Ymea. Dopo un po’ incontrano una strada nel bosco che decidono di seguire.
Trovano quindi una fossa comune con antiche ossa di animali, e più nuove spolpate di esseri umani: il sospetto che nella foresta possano annidarsi dei cannibali è sempre più forte.
Dopo qualche chilometro invece, notano un cadavere lungo la strada. Dopo un’attenta ispezione scovano un gruppetto di baracche nel bosco relativamente vicino alla via, in cui sono presenti numerosi cadaveri sembra di gente comune. In mezzo a loro un pezzo di armatura di piastre, con un simbolo sconosciuto. Dopo aver dato fuoco ai cadaveri, continuano ancora lungo la strada.
Si imbattono in quella che sembra essere una solitaria casa torre, che si erge in mezzo a campi ormai devastati, e vicino al fiume. Dall’alto della torre un uomo con un arco in mano, che intima loro di andarsene, che di razziatori ne ha già avuti abbastanza.
Dopo aver calmato l’uomo e convintolo che nessuno di loro gli avrebbe fatto del male, vengono invitati all’interno dove finalmente riescono a mettere qualcosa tra i denti. L’uomo dice di chiamarsi Raeghar, e di essere in attesa della moglie e del figlio che sono andati a Lord Harroway’s Town, e che tardano a tornare. Dice inoltre che la guerra è senza una fissa linea del fronte; in molti infatti, si sono avvicendati a cercare di stanarlo, e gli hanno rubato tutto quello che non è riuscito a chiudere in casa. Lupi, leoni, manticore, uomini dell’est non hanno fatto altro che portare disgrazia.
Raeghar stipula quindi con il gruppo una sorta di accordo in cui lui avrebbe dato vitto e alloggio per qualche giorno, in cambio di protezione.
La prima sera di guardia, si sentono strani rumori vicino alle stalle: durante il turno di Nobo e Finn qualcosa fa nitrire gli animali. Finn inspiegabilmente dice di fidarsi e si addormenta, entrando in una sorta di catalessi. Gli altri si precipitano vicino alle stalle dove vedono uscire dalla porta un essere riconosciuto come una Pantera-Ombra con parte del mulo del villico in bocca…

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Finalmente una pista da seguire

Il nuovo strano individuo dice di chiamarsi Finn e provenire dalle montagne insieme al compagno. A lungo parlano tutti davanti al fuoco. L’uomo muscoloso sembra essere una sorta di sua guardia del corpo.
Chuck sembra molto interessato, come anche Nobo, ma altrettanto guardinghi. Finn in effetti svela di aver visto la “donna di fuoco” una volta dal vivo, altre attraverso “occhi non suoi”, sembra quelli del sogno. Egli tuttavia rimane abbastanza vago sull’argomento, che rimane avvolto dal mistero.
Dice che conosce comunque il suo fato e la sua posizione. Se non si dimostreranno ostili con lui, li porterà là.
Dennett è dubbioso, dopotutto non è la sua missione. Egli preferisce tornare al campo della Fratellanza per fare rapporto e comunicare che il povero Rolan è caduto prigioniero e potrebbe aver svelato sotto tortura la posizione della base della Fratellanza.
La mattina dopo si dividono e l’arciere torna appunto al campo, dove lord Beric e Thoros lo accolgono, ascoltando la storia della loro sconfitta al villaggio di Ayshire. Beric fa smantellare l’accampamento dicendo che si sposteranno verso la Collina Vuota. Chiede a Dennett di rimanere, ma questi ritiene più utile tornare dai nuovi compagni, per dar loro una mano nella ricerca. A lui si aggiunge Weasel, lo scudiero di ser Chuck, che segue con il suo cavallo l’arciere nel suo viaggio di ritorno e trasporta con se l’armatura di piastre di ser Chuck.
Intanto gli altri si dirigono verso sud, la direzione che Finn suggerisce anche se sembra non con sicurezza. Nobo e Chuck sono tentennanti se seguire davvero questo singolare personaggio. Si ritrovano con Dennett in un punto stabilito e là fanno campo per la notte. Weasel e Chuck si ritrovano e si abbracciano. Weasel dice che con Thoros hanno provato a raggiungere Rock in the Wood ma senza fortuna, visto che quando hanno attraversato la strada del Re sono stati attaccati da una forza Lannister che tra se aveva membri di questa famigerata banda di mercenari chiamati i “Guitti Sanguinari”. Finn confida che quelle sono le persone che hanno catturato Ymea.

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Un Tranquillo Weekend di Paura

Ser Chuck, Nobo e Dennett decidono quindi di tornare al campo della Fratellanza per avvisare del fatto che Rolan è stato catturato e, sotto tortura, potrebbe comunicare la posizione dello stesso.
Per non farsi seguire, decidono di lasciare Dennett indietro di circa un’ora per scoprire eventuali inseguitori. Presto tuttavia alcune cose non vanno nel verso giusto.
Mentre inizia un forte acquazzone, il solitario Dennett passa da una radura dove viene attaccato da cinque individui vestiti con abiti macilenti, magrissimi e con in mano armi di fortuna. L’arciere fugge, uccidendo uno di questi per farsi strada. Con gli altri alle calcagna, scivola giù da un pendio nel bosco, reso scivoloso dall’acquazzone. Con lui scivola anche uno degli strani individui, che Dennett infilza lesto con la daga. Dopodichè si rialza e fugge.
Intanto Nobo e Chuck, con i cavalli, si fermano nel bosco per ripararsi dal forte acquazzone. Cercano di costruire un rifugio di fortuna, ma senza riuscirci. Passa il tempo e di Dennett manco l’ombra. La morsa della fame si fa sentire, ma non sembra esserci cacciagione nelle vicinanze. Solo qualche patata selvatica e fungo edibile aiutano a fermare i brontolii dello stomaco.
Dennett si nasconde e dopo mezzora vede che i suoi inseguitori se ne sono andati, portando via i cadaveri. Cerca di capire dove è finito senza riuscirci. Il terrore di essersi perso gli attanaglia le viscere. Ripercorrendo i suoi passi, cerca le impronte dei cavalli dei suoi compagni, senza trovarle. Ormai sta scendendo la notte. Come ultimo tentativo, emette un richiamo di uccello insegnatogli da Nobo, il quale lo sente e risponde.
Il gruppo si riunisce all’imbrunire, scoprendo che li divideva solo una paio di centinaia di metri.
Durante la notte, durante il turno di guardia di Nobo, qualcosa o qualcuno si avvicina al loro campo, dove gli altri stanno dormendo intirizziti dal freddo senza essere riusciti ad accendere un fuoco. I cavalli sembrano irrequieti. Nobo sveglia i compagni ma subito dopo quel qualcosa fugge nel folto del bosco. Il resto della notte passa tranquilla nella più completa oscurità.
Il mattino il gruppo riparte. E’ uscito il sole ed è più facile la navigazione, anche se probabilmente il giorno precedente si sono discostati dall’itinerario giusto.
Ormai stremati dalla fame, dalla fatica di una notte quasi insonne vista l’umidità e la tensione, giungono infine ai margini della foresta.
Davanti a loro sembra esserci una locanda. “Alla Dama Addolorata”.
I tre si avvicinano macilenti e lasciano i cavalli nelle stalle. All’entrata vengono guardati con sospetto e timore da alcuni. In ogni caso si siedono ad un tavolo ed ordinano finalmente del cibo decente.
Altri avventori che possono dare nell’occhio sono un mercante e la sua guardia del corpo. In un altro tavolo invece c’è una coppia di uomini di cui uno è alto e muscoloso, mentre l’altro più basso e di corporatura normale. Quello alto sembra un fabbro. Dopo aver mangiato, mentre Nobo va a controllare che i cavalli siano strigliati, ser Chuck si avvicina al fabbro a chiedergli informazioni.
Chiaramente i due avventori si trovano in difficoltà e apparente imbarazzo, e non sembrano abitanti del posto. Frettolosamente salutano e lasciano la locanda.
Dopo aver comprato alcuni oggetti dalla locandiera, i tre compagni lasciano il posto riposati, in direzione del campo della Fratellanza.
Giunta la sera preparano il campo. Mentre si stanno preparando a cucinare carne di cervo comprata alla locanda, vedono avvicinarsi due figuri.
Giunti alla luce del fuoco, si scoprono essere il fabbro e il suo compagno. Quello basso guarda negli occhi Chuck e dice: “So dove si trova la Ragazza di Fuoco”

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Dalla padella nella brace

Rolan e Chuck si trovano alle prese con il comandante del gruppo Lannister e con un lanciere che arriva dopo poco. Ser Chuck viene colpito al collo non protetto, e sgorga altro sangue. La stanchezza e la perdita di sangue si fanno sentire.
Intanto Dennet abbatte uno dei due balestrieri rimasti, l’altro lancia il dardo mancando il bersaglio, sfodera la spada corta e si getta su di lui. Nobo invece aspetta i due altri soldati che stanno girando dal retro della casa.
Vedendo il figlio ferito e ormai senza forze, Rolan decide di lanciarsi con tutto il suo peso contro il comandante Lannister, ignorando tutto il resto e gridando al figlio di scappare. Il nemico sorpreso non riesce a contrattaccare, ma cade sotto il suo peso, mentre il lanciere colpisce alla schiena senza passare l’armatura, ma lasciando Rolan leggermente stordito. Chuck, colpito dallo sconforto inizia ad indietreggiare e fischia per far avvicinare Argo, il suo corsiero. Nobo dopo un paio di scambi con le due guardie, nota come queste non cerchino di fermarli ma tengano solo il terreno: inizia ad indietreggiare pure lui.
Dennett invece spezza la corda dell’arco dalla troppa foga di colpire d’istinto il balestriere che lo sta caricando all’arma bianca. Imbracciando l’arco come un bastone, sorprendentemente riesce a far incespicare il nemico in carica, evadendo il suo attacco.
Dopodichè si unisce alla fuga.
Nel mentre Rolan viene bloccato a terra e catturato, gli altri fuggono con i due cavalli loro rimasti, Argo e il palafreno del padre.
I Lannister non sembrano aver intenzione di inseguirli. Giunti alla foresta si fermano qualche tempo per bendarsi le ferite. Dopodichè si spostano e decidono di tornare dopo qualche ora. Di nuovo nel villaggio, vengono bersagliati da frutta marcia proveniente dalle finestre. Ignorando i paesani che li vedono solo come portatori di sventura, tornano a casa di Derek e vedono il cadavere di Kyle, ucciso da un dardo di balestra.
Di Rolan nessuna traccia.
Quindi il gruppo va verso la taverna, dove riesce ad entrare senza però trovare nulla, come anche nella casa dello sventurato oste, al piano di sopra.

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