La lunga marcia del Destino

La Lunga Marcia del Destino (Parte II)

Finale di Serie

Chuck e Nobo entrano nella torre dopo aver distrutto la porta. Trovano Ymea legata ai polsi ad una trave del soffitto, con sotto di se un pagliericcio. Sembra essere in mezzo al parto, e una grande quantità di sangue è già sul pavimento della stanza e sulla paglia. Chuck è subito da lei e la libera dalle corde, ponendola al suolo. Ymea lo riconosce e sorride in mezzo al dolore che sta provando.
Dennett e Rolan intanto sono nascosti dietro alle prigioni. Dopo aver legato uno scudo al moncherino di Rolan, si affrettano all’entrata della torre.
Nobo, invece, dalla stanza di Ymea avvista tre persone che stanno correndo verso di loro dal ponte di pietra che unisce le due torri. Subito rientra e avverte Chuck che sta stringendo Ymea e le sta dando supporto morale per il parto. Sfoderate le spade, i tre si rivelano essere Bravi Camerati, e nella fattispecie il dothraki Iggo con due sgherri. Vedendoli con Ymea, Iggo li attacca barbaramente. Nobo freddo e calcolatore, para l’arakh del dothraki e contrattacca roteando su se stesso e colpendo sul naso il nemico con l’elsa della spada. Un ulteriore affondo che Iggo non vede arrivare e il terrore delle Riverlands, il panciuto e forte guerriero dothraki venuto da oltre il Mare Stretto, crolla a terra con la gola squarciata.
Chuck è alle prese con un secondo mercenario. Dopo un po’ di scambi inefficaci, il nemico indietreggia e scappa con il terzo compare dalla torre, lungo il ponte di pietra. Dall’altra parte li aspettano Rolan e Dennett che intanto erano saliti sulla prima torre. Potrebbero lasciarli passare, ma l’arciere scocca una freccia dall’arco corto che colpisce uno dei due all’inguine. Con un grido straziante, sbatte contro il parapetto e cade dal ponte. L’altro continua la sua corsa caricando Rolan, che para con lo scudo la lancia del nemico. Dennett lascia l’arco e sfodera la daga. Il mercenario indietreggia e attacca questa volta l’arciere che non intuisce il colpo e viene colpito sotto le costole. Rolan coglie l’attimo e sfonda il cranio del nemico con la sua mazza.
Dennett è a terra sanguinante, ma Rolan è su di lui e tampona la ferita.
Nella torre, intanto, Chuck è su Ymea che ha partorito una bella bambina.
Ma ha perso troppo sangue… Una volta ricongiunti presso di lei, alza gli occhi verso di loro e con voce rotta dice:
“Hai percorso queste miglia per me, Chuck. Ma tutto quello che hai fatto, quello che hai patito ha un significato molto più profondo… non capisci? E’ l’essere qui in questo momento che cambia tutte le cose… E’ il Destino che vi ha fatto arrivare esattamente in questo posto, esattamente in questo momento. Tutto è scritto… da qualche parte.
Questa marcia che avete dovuto sostenere, che HAI dovuto sostenere. Tra privazioni, l’abbandono della tua terra, un viaggio disperato insieme a me, tra brughiere, città, castelli e foreste. L’aver dovuto lasciare tutto indietro. Sei diventato cavaliere da un giorno all’altro. Per due volte mi hai salvato… hai conosciuto la vittoria, hai conosciuto la sconfitta. Hai fatto in pochi mesi quello che alcuni non vedono nemmeno in una vita intera. Sei stato al centro di una guerra devastante, cercando di sopravvivere sempre al fianco di persone fidate. Hai conosciuto la perdita e il ritrovamento di tuo padre, e la morte di un tuo amico fidato. Hai continuato ad andare avanti nonostante tutto, quando la tempesta si è fatta più forte. Hai salvato persone da un fato avverso, hai punito chi lo meritava.
Ora siamo qui, in questo posto. E tutto volge al termine. Proprio qui, ad Harrenhal. Mi hai ritrovata, sei stato presente alla nascita di mia figlia. L’assassino di Bravos ha la sua preda, la morte di Grylls sarà vendicata.
Questa lunga marcia del Destino ha ora la sua fine… in questa torre, su questa terra. Non piangere perché per te ha inizio un nuovo viaggio, quello con nostra figlia, una nuova vita… in questo mondo…. di morte… colei… che un giorno…. salverà………”
Dopodichè tra il dolore di tutti, Ymea esala l’ultimo respiro. Dopo qualche minuto, il suo corpo emette una luce accecante e pian piano viene consumato lasciando solo ceneri, che Chuck piangendo raccoglie.
Lui e Rolan, distrutti dal dolore, si avvicinano alla bambina appena nata. “Luce… Luce si chiamerà” dice Chuck, piangendo. Rolan la pulisce dal sangue e se la lega alla schiena con vestiti trovati nella stanza.
Mentre il gruppo attraversa il ponte per tornare alla prima torre, Nobo vede che nel cortile del castello ormai il combattimento sta volgendo al termine con la vittoria degli uomini del nord insieme ai mercenari. Dalla porta principale stanno entrando tre figure a cavallo. Sono vestite con abiti da lord, quella centrale porta il simbolo dell’uomo scorticato di Dreadfort, mentre le altre le torri gemelle dei Frey. Un brivido gli sale fino alla nuca quando il suo sesto senso gli dice con certezza che uno dei due è il bersaglio designato dall’assassino sulla “Sea Gold”, durante il loro viaggio in mare.
Giunti al piano terra, Nobo è il primo ad affacciarsi alla porta. Rimane esterrefatto quando vede che il suo uomo, ai posteri conosciuto come Petyr Frey, scende da cavallo e si allontana dal cortile, avvicinandosi alla loro torre, per espletare bisogni corporei. Nobo, dopo un iniziale tentennamento, esce silenzioso e si avvicina al suo bersaglio, mentre gli altri rimangono nella torre. Pianta il coltello nel collo del malcapitato, e gli sussurra qualcosa all’orecchio. Non visto, torna nella torre. Con il frastuono dei fuochi, le grida dei soldati e il buio, tornare alla breccia nelle mura da cui sono entrati è un gioco da ragazzi.
La bambina sembra temporaneamente tranquilla e in salute. Tuttavia è ora essenziale trovare qualcosa con cui sfamarla. Ricongiunti con Weasel, Finn e Asi nel canyon, il gruppo riunito si prepara a muoversi per allontanarsi da Harrenhal.
Dopo un giorno, trovano un gregge di capre da cui riescono a ricavare latte per la piccola. La sera, davanti al fuoco, decidono il da farsi.
Dopo una lunga chiacchierata, scelgono di muoversi verso l’ultima posizione conosciuta della Fratellanza senza Bandiere, la Collina Cava, a dieci giorni di cammino a nord.
Durante la notte, Rolan viene svegliato da Weasel, agonizzante, che prima di morire davanti ai suoi occhi con la gola squarciata gli stringe il braccio, indicando movimenti tra gli alberi.
Finn e Asi sono spariti, così come la piccola. Rolan sveglia tutti che prendono le armi velocemente e si gettano al loro inseguimento. Nobo è il primo, seguito da Chuck. Ad un certo punto Asi si gira per fronteggiarli, quasi a sacrificarsi per far scappare il compagno con la bambina in braccio. Chuck lo scarta e continua, ma il barbaro gli lancia un’accetta che lo ferisce al polpaccio rallentandolo un poco. Nobo invece lo fronteggia. Dopo qualche scambio, il barbaro lo colpisce pesantemente alla coscia, e il bravoosiano continua a stare in piedi per miracolo, ma si scosta di quel tanto che basta per permettere a Dennett di colpire con una freccia Asi, che crolla morente a terra.
Nel mentre Chuck e Rolan raggiungono facilmente Finn e la bambina. Il barbaro sciamano si gira, e mette un coltello alla gola della piccola dicendo che solo lui è degno di avere, crescere e istruire una bambina così speciale, nata da una donna come Ymea e destinata a qualcosa di più grande.
Dopo qualche tremendo momento di stallo, Nobo si avvicina sanguinante e trasforma il proprio viso in quello di Asi, mostrandosi a Finn. Lui, palesemente perso nel suo mondo, si commuove alla vista del compagno e abbassa la guardia per un attimo.
Dopo un batter di ciglio, molla la bambina con un grido, come se gli stesse ustionando la mano. La piccola cade nella soffice erba alta.
Dennett lascia partire una freccia mirata al cuore dello sciamano.
“Cosa…. ho… fatto…..” sono le sue ultime parole.

Il gruppo ormai ai minimi termini, dopo aver perso i due barbari e il fido Weasel, si mette in marcia ormai sfinito ma speranzoso. Il pensiero della perdita di Ymea, e di tutto ciò che si è passato fino a qui riempie le loro anime di tristezza, in questa terra devastata dalla guerra. Ma Luce è comparsa su Westeros, ed è sicuramente una speranza per il futuro, qualsiasi esso sia.

Dopo qualche giorno di cammino, giungono quindi alla Collina Cava. Con i visi sporchi per il viaggio e ormai a corto di viveri, si avvicinano ai primi uomini della Fratellanza, che riconoscono Dennett.

Mentre sorridendo si avvicinano al campo, Rolan si rivolge a Nobo:“Ma chi era il poveraccio che hai ucciso ad Harrenhal?”
“Una vita per una vita” risponde il Bravoosiano… “lui era il mio bersaglio, per continuare… per andare avanti. Ed ora è quello che ho davanti a me, una nuova vita.”

FINE

Comments

Spettacolare

Che dire dopo la prima stagione era difficile pensare che si potesse migliorare e invece come al solito il master ha dato il massimo e ci ha stupito

Ormai più rodati nelle regole di combattimento, che seppur con qualche limite si è sempre dimostrato all’altezza, abbiamo potuto esprimere al meglio le nostre abilità e la mancanza dell’"healer" ci ha messo a dura prova

Difficile trovare una serata nn entusiasmante e la voglia di essere sempre presente nn ha avuto eguali in nessun altra campagna

Uno dei punti forti infatti è stato il coinvolgimento massimo di tutti i personaggi e io che ho avuto la fortuna di giocare il personaggio principale mi sento di dover essere il piu grato per le fantastiche serate trascorse

I complimenti vanno per primi al GM che ha gestito la campagna in maniera sublime e nn solo per quanto riguarda la preparazione maniacale delle serate ma anche dando sempre la libertà di prendere decisione libere e nn vincolate. Questo è stato quel valore aggiunto che ha dato alla campagna la sensazione di scrivere la storia e nn di ripercorrere un tracciato già deliniato!

Una gran campagna nn può esserci se nn ci sono dei grandi giocatori e quindi vorrei fare anche i complimenti a tutto il gruppo che oltre a essere sempre presente driblando difficolta di lavoro morose mogli ecc si è dimostrato un gruppo di “grandi” in tutti i sensi dove nn ricordo mai una discussione o polemica se nn costruttiva e tutto questo ha portato a serate ricche di armonia e di grande giovamento per l’intera settimana lavorativa

Le ultime serate sapendo di essere vicini alla conclusione si viveva un po la malinconia come gli ultimi giorni di un grande viaggio con tanti bei ricordi ma con quel punto di tristezza dovuto alla sensazione di aver toccato l’apice e che da li si possa solo scendere

Ma sono sicuro che il GM ci sorprenderà di nuovo

Un ultimo commento su Riddle OF Steel come sistema di gioco: a me personalmente è piaciuto parecchio,sicuramente nn facile da gestire in molti aspetti e con alcune pecche come ad esempio la parte riguardante le armi da tiro ma sicurmente è un sistema che aiuta il giocatore ad immedesimarsi nel pg e a gestire il combattimento in maniera personalizzata. Ogni combattimento nn è mai scontato e il colpo finale di ogni duello è una scarica di adrenalina che rimane impresso a fuoco nella memoria.
Grazie ancora a tutti

 

Dal punto di vista del gioco-di-ruolo, questa è (è stata…) una delle campagne più equilibrate che abbia mai giocato. Il brivido del risultato di un tiro di dado non è giustamente mancato, ma le emozioni più grandi sono arrivate dalle conversazioni – tra i PG, con gli NPG.. E forse per merito non tanto di TROS in sè, quanto dell’approccio “aperto” con cui il GM ci ha guidati nell’utilizzo di questo sistema, le nostre parole ed azioni hanno avuto un peso decisivo sulla parte piu’ meccanica del gioco, che naturalmente emerge nelle prove di abilità e nei combattimenti.
Questa seconda parte è stata un crescendo di emozioni, con un “finale di stagione” ricco di pathos e colpi di scena. E poi adoro i finali aperti – anche se difficilmente vestiremo nuovamente i panni di questi PG, ora che, tutti insieme, abbiamo dato loro vita, non posso fare a meno di chiedermi cosa accadrà loro in futuro, nella nuova marcia che stanno proseguendo da soli.
Grazie di cuore a chi mi ha guidato e a chi mi ha accompagnato in questo viaggio!

remember how it’s done
first you must think and then you began
seemingly retreating
the coiling spring is triggered to leave farther ahead
the long march (R. Wyatt)

Joaoperru

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