La lunga marcia del Destino

Sulla retta via del Destino

Il gruppo si riunisce la mattina dopo a Lord Harroway’s Town. Nobo, Chuck, Dennett e Weasel rimangono nel paese a dormire. Cercano sopravvissuti o rifugiati, ma non c’è più ombra di anima viva. I cadaveri dei briganti vengono ammucchiati nella piazza e gli verrà appiccato il fuoco il giorno seguente. Vengono trovati molti averi e viveri nella parte non crollata della locanda cittadina.
Dopodichè decidono di salire la collina dell’accampamento Lannister che sembra abbandonato. Finn li copre con il suo falco. Vede uno dei due uomini che là si nascondevano guardare da oltre la palizzata, per poi nascondersi nell’unico edificio presente, una piccola capanna di legno addossata al muro.
Intanto il gruppo sale la collina erbosa portando con se una bandiera bianca. Tutto tuttavia tace. Arrivati alle porte della palizzata, Dennett si issa sul muro di legno aiutandosi con il cavallo e salta dall’altra parte, aprendo le porte che erano sbarrate con un’asse.
Una volta entrati, si dirigono verso la capanna. Dopo poco scoprono che i due sono nascosti in una botola nella stessa e mentre uno sembra molto impaurito, l’altro attacca d’istinto Chuck che abilmente lo disarma.
I due ragazzi vengono fatti prigionieri e interrogati. Subito dicono di far parte della scorta di un mercante che è stato ucciso, poi però crollano e confidano di essere disertori delle file di ser Amory Lorch, la Manticora. Dicono di venire da Harrenhal, e di conoscerla molto bene. Ser Lorch è infatti il castellano, lasciato indietro da Tywin Lannister una volta che questi si è recato verso Ovest a difendere le proprie terre dall’avanzata di Robb Stark. Dice che al castello, che è davvero enorme e spaventoso, sono anche aquartierati i Bravi Camerati, ma che tengono un’ala diversa del castello da quando sono scoppiate numerosi liti tra di loro e gli uomini di Lorch.
Interrogati sui prigionieri che possono essere ad Harrenhal e in particolare su una donna, i due dicono che in effetti è stata ritrovata tre settimane prima la moglie di Iggo, un Bravo Camerato dothraki dispersa da tempo, ma incinta, ed è stata rinchiusa in una torre, anche se non è sicuro quale.
Il gruppo confida loro che quella donna è proprio quella che stanno cercando, e i due sono ben contenti di aiutare, visto che danneggiare i Bravi Camerati per loro sarebbe un onore.
Spiegano come potersi avvicinare al castello non visti, e come entrare tra le mura diroccate senza destare l’allarme. Il castello è così enorme che nemmeno un esercito completo riuscirebbe a controllarlo tutto.
Nobo suggerisce di lasciargli provviste e armi, e di farli dirigere verso la casa torre del povero Raeghar, per regalare loro una nuova vita.

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